La memoria ha un modo tutto suo di tornare, quando meno ce lo aspettiamo. Non come qualcosa di lontano, ma come qualcosa di vivo, improvvisamente presente, quasi tangibile. Ci riporta in luoghi che non esistono più, eppure restano perfettamente intatti dentro di noi. Come una casa d’infanzia, nascosta nel cuore di un prato, immutata nella nostra mente, anche se ormai scomparsa nella realtà.
Clori è questo ritorno. Un momento in cui passato e presente si incontrano senza attrito, senza distanza. Quando un ricordo diventa così vivido che la realtà stessa sembra perdere consistenza.
È una sensazione di movimento, come correre in uno spazio aperto e infinito. Una leggerezza assoluta, una libertà totale, l’essere completamente immersi nell’istante, liberi da ogni regola. Non è semplicemente ricordare, ma rivivere. Non nei sogni, ma nella realtà.
Finché i ricordi restano con noi, i luoghi che custodiscono non scompaiono davvero. È come se esistesse un intero universo entro i confini della nostra mente, un universo che inizia e finisce con noi.
Clori non è nostalgia. È la memoria che torna a essere presente.
Clori è il mondo, così come lo ricordiamo.