I nostri primi ricordi non sono fatti di immagini, ma di sensazioni sfumate, leggere, profondamente intime. Esiste un amore che vive proprio lì, negli inizi silenziosi, nel calore di qualcosa di familiare, di una dolcezza che rassicura senza mai invadere. È una presenza che non ha bisogno di essere spiegata, perché si riconosce all’istante come se fosse sempre stata parte di noi.
Biancolatte nasce da questa memoria. Non è un profumo, ma una sensazione incisa nella mente, la dolcezza delicata del non sapere ancora cosa verrà. È come il profumo di una bambola tra le mani, quella traccia ovattata e cipriata dell’infanzia, fatta di pomeriggi lenti, stanze silenziose e giochi che non avevano bisogno di parole. Un odore che rimane sulle dita, che si avvicina istintivamente al viso, solo per assicurarsi che sia ancora lì.
È il ricordo di un tempo in cui tutto era più semplice, e proprio per questo più autentico. Un affetto che non veniva mai messo in discussione, e per questo infinito.
Rimane così, intatto, delicato e nostalgico. Non chiede di essere raccontato, perché vive già dentro di noi.